Un viaggio in Persia

11.06.2018

Un viaggio in Persia

Vi è mai capitato di ritrovarvi in un paese diverso, ma non fisicamente, solamente grazie all’atmosfera travolgente che caratterizza il posto in cui siete?

Io questa settimana sono stata temporaneamente accolta in Persia, più in particolare, ho avuto il piacere di adagiarmi su dei caratteristici tappeti persiani e per alcuni di questi mi sento di dover aggiungere, oltre al aggettivo “caratteristico”, quello di “longevo” dato che avevano più di 200 anni 😱

Così, pensando alla suggestiva location che mi avrebbe accolta nei giorni successivi, durante la shopping session di Giugno da Kiabi, il mio occhio non poteva non ricadere su colori caldi che ricordassero i dorati deserti iraniani.

Un vestito colore senape

Questo viaggio nell’immaginazione mi ha condotto a lui, l’abito di cui vi scrivo le caratteristiche qui di seguito.

Il colore è il senape; personalmente adoro questa tonalità di giallo che non può mai mancare nel mio armadio tanto è vero che ho capi di questo colore sia nelle stagioni calde che in inverno. I dettagli che lo rendono originale sono il tessuto che è pizzo san gallo (perciò fresco e versatile) e il fatto che sia off-shoulder; ho un debole per gli abiti che scoprono le spalle, li trovo raffinati e romantici, in piena aderenza con quello che è il mio stile.

Trame di Persia, un posto da scoprire

Queste da “Trame di Persia” non sono state delle semplici foto, ma il pezzo di un racconto: Sahel e suo papà (i proprietari di questo negozio storico) ancor prima di mostrarci tutti i tappeti presenti in negozio ci hanno raccontato la storia della loro famiglia e le tradizioni che son state coltivate in essa. Ogni componente della famiglia ha apportato il proprio contributo, arricchendo culturalmente l’ambiente familiare e quello del negozio: c’è chi ha realizzato mosaici intagliando pezzettini di vetro e chi si è occupato di realizzare a mano i motivi decorativi che son presenti sulle pareti, come questi che sembrano esser stati pitturati apposta per fondersi armonicamente con l’abito che indosso.

Insomma, così come accade nella famiglia di Sahel, tutti e tutto hanno un posto ben preciso da occupare e questo abito non può che esser indossato nel mese di Giugno, magari durante un viaggio vero e proprio nel deserto e, se così vi capitasse, spero proprio pensiate a quel che ho scritto qui oggi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *