In cucina con Mirko!

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15.04.2020

Eccoci tornati con la rubrica dedicata ai nostri Kiaber! Ogni giovedì vi raccontiamo infatti come stanno vivendo questo periodo di quarantena, tra vecchie e nuove passioni. Scorsa settimana abbiamo incontrato Roberta che sta sfruttando questi giorni per perfezionarsi con l’ukulele. Per chi si fosse perso l’intervista, la può recuperare qui. 

Oggi è il turno di Mirko, grazie al quale viaggiamo con la mente fino alla splendida Madrid, assaporando – purtroppo solo con gli occhi – le sue dolci creazioni!

Raccontaci di te e di cosa ti occupi in KIABI?

Sono Mirko, nato e cresciuto in Sicilia fino ai 18 anni. Per i miei studi universitari mi sono trasferito a Roma dove ho conosciuto la grande famiglia KIABI e iniziato il mio percorso lavorativo come assistente alle vendite. In seguito ho girato qualche città passando per il ruolo di Responsabile di negozio fino ad approdare a quello che per me è la mia passione principale ed il mio lavoro: il Visual Merchandising. Grazie al mio lavoro come Country Visual ho passato 2 anni girando l’Italia in lungo e in largo.

Sono una persona che si stanca facilmente della routine e per questo dopo 2 anni ho voluto ampliare la mia formazione trasferendomi a Lille, dove si trova la nostra sede principale. Qui ho lavorato come Visual Merchandiser a stretto contatto con le squadre collezioni. È stata un’esperienza di altri 2 anni straordinaria però mi mancava il “calore” della mia terra e anche un po’ il sole 😊. Per questo ho avuto la fortuna di poter scegliere il posto in cui vivere e il lavoro che mi appassiona. Adesso vivo a Madrid e posso dire che mi trovo in un paese fantastico, circondato da persone straordinarie. Mi sento follemente innamorato di tutto ciò che ho intorno e che ho costruito in questi anni.

 

Qual è il tuo principio motore nella vita? La tua ispirazione?

Sono sempre stata una persona molto attaccata alla famiglia. Sono stato educato con i principi e i valori di una classica famiglia siciliana. Il rispetto per il prossimo è sempre stato alla base delle nostre relazioni. Oggi mi ritrovo a costruire il mio futuro grazie agli insegnamenti che i miei genitori hanno saputo trasmettermi. Per me sono loro l’esempio da seguire. A volte vengo considerato un po’ all’antica, però per me questo non è un difetto. Per me è qualcosa di cui andar fiero, e spero un giorno di poter trasmettere tutto ciò ai miei figli. 😊

Come stai vivendo la tua quarantena?

Questa quarantena ha avuto dei momenti diversi tra loro. Le prime settimane sono state piuttosto difficili. Sono abituato a tenere una routine quotidiana abbastanza frenetica e ritrovarmi chiuso in casa è stato un po’ soffocante. Con il passare dei giorni ho cominciato a stabilire delle abitudini quotidiane un po’ più regolari. Soprattutto al mattino cerco di non sgarrare: mi sveglio sempre alla stessa ora e mi preparo come se dovessi andare a lavoro. Cerco di tenermi occupato lavorando un po’, come tutti mi dedico alle serie tv, cucino cucino e cucino, gioco con una consolle on line con degli amici, approfitto per fare delle videochiamate interminabili e ultimamente mi sto dedicando anche un po’ alla sartoria.

Cosa ti porterai di positivo dietro da questo periodo?

Questa situazione mi sta insegnando più cose di quello che potessi immaginare. Credo che tutto questo ci stia servendo, tra le tante cose, a provare la nostra indole, a dar valore e soprattutto a conoscere quella persona che porti con te tutto il giorno e che raramente ti fermi ad ascoltare: te stesso.

È paradossale che, chiusi in casa, stiamo lasciando uscire una parte di noi a cui non diamo mai le ali. Stiamo coltivando quella parte nel miglior modo possibile, affinché una volta usciti da questa situazione, completi l’altra, quella che tutti conoscono, e insieme possiamo dire: questo virus mi ha reso così forte che valgo per due. Ecco, questo è quello che di positivo porterò con me.

Qual è la zona in casa che vivi maggiormente e perché?

Indubbiamente la cucina. La cucina è una delle mie passioni alla quale, per mancanza di tempo, non riesco a dedicarmi quanto vorrei.

Quando hai imparato a cucinare? 

Da piccolo stavo ore ed ore guardare mia nonna o mia mamma in cucina. Mio fratello è cuoco…quindi credo che questa passione mi sia stata trasmessa da loro.

Cosa consigli a chi si sta avvicinando alla cucina? Hai qualche canale YouTube o pagina Instagram di cucina che raccomandi?

Mangiare sano, non vuol dire rinunciare a delle tentazioni quotidiane. Possiamo fare tantissimi piatti, reinventando le ricette utilizzando prodotti non processati.  3 consigli che posso condividere con tutti i nostri lettori:

  • Lo zucchero non è fondamentale nei nostri dolci. Lo possiamo sostituire ad esempio con i datteri.
  • Così come lo zucchero, della farina bianca possiamo farne a meno. Possiamo usare farina di farro o di ceci o qualsiasi altro tipo di farina decisamente più sana.
  • Una cosa che amiamo quasi tutti: il cioccolato. Più è alta la percentuale di cacao, più è sano.

Su instagram seguo tantissime pagine di ricette e stili di vita sani. Tra questi quello che più rispecchia le mie abitudini è “realfooding”. Hanno anche un’applicazione per il cellulare MyRealFood.

Quali sono i piatti che cucini spesso e perché?

I dolci con cioccolato in tutte le sue varianti. Credo che non sarei capace di vivere senza il cioccolato. L’ultimo dolce che ho fatto (ieri) sono stati dei Donuts ripieni con crema da arachidi e cioccolato. DELIZIOSI!

La ricetta di un piatto spagnolo che consiglieresti?

Un dolce tipico spagnolo che consiglio in questo periodo di feste pasquali sono “Las Torrijas”.

Un tuo motto che ti aiuta in questo periodo?

“Se vuoi una vita felice, devi dedicarla a un obiettivo, non a delle persone o a delle cose”, perché indipendentemente da chi abbiamo intorno e da quello che ci sta accadendo dobbiamo sempre ricordarci dove vogliamo arrivare.

 

A presto con altre storie…

Sophie & Mirko

 

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