KIABI lancia il progetto MAAM

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11.01.2021

KIABI LANCIA IL “PROGETTO MAAM” per un’azienda sempre più a misura di mamma.

Per le donne, con le donne. Ogni giorno.

Care lettrici,

oggi parliamo di un tema che mi/ci sta molto a cuore: quello delle donne mamme lavoratrici.

Stiamo andando verso un mondo in cui l’inclusione non è più solo uno slogan, ma una realtà che nutre e arricchisce.

Stiamo avanzando verso la parità di genere e contro l’abbattimento del pregiudizio secondo il quale una donna o è mamma o è lavoratrice per essere brava.

Questo KIABI lo ha capito già da tempo e infatti il 95% dei suoi dipendenti è proprio donna, la maggior parte è mamma o comunque in età idonea per avere un figlio.

Ciò non è un deterrente, anzi.

In un’azienda che si posiziona come brand vicino alle esigenze e ai bisogni delle clienti mamme, avere del personale che al meglio ne comprende le istanze, è un valore aggiunto.

In questo scenario di visione nasce il progetto MAAM, curato dal dipartimento Risorse Umane di KIABI Italia e che ha visto come capo progetto Ornella Negrisolo, responsabile Selezione e Formazione per KIABI Italia.

D. Ciao Ornella, grazie per raccontarci di quest’iniziativa. Dicci un po’ di te e di come inizia la tua avventura in KIABI.

R. Sono in KIABI da 14 anni. Vi approdo nel 2006 dopo un’esperienza nel retail abbigliamento.

Mi colpisce già dal colloquio il tipo di approccio smart, professionale certo, ma lontano da formalismi.

Inizio nel negozio di Moncalieri come responsabile di reparto e, successivamente, comincio a formare le squadre dei nuovi negozi.

Dopodiché divento direttrice del punto vendita di Collegno, che diviene Negozio Scuola.

In quel periodo, io e il mio team abbiamo formato moltissimi allievi responsabili… una bella soddisfazione!

KIABI, mi ha permesso di scoprire la passione-inclinazione per la formazione, che è diventata il mio mestiere. Infatti, dopo 4 anni come direttrice, le Risorse Umane mi hanno proposto di entrare a far parte della loro squadra inizialmente come Responsabile Formazione per l’Italia e, successivamente, anche della Selezione.

D. Questo denota che KIABI ha la predisposizione per mettere in luce i talenti dei suoi KIABER. Posso chiederti ad oggi cosa ti motiva di più?

R.La cosa che mi muove più di tutto è la passione che mi guida in quello che faccio.

È un incentivo poi lavorare in un ambiente smart, fluido dove i rapporti tra colleghi sono davvero all’insegna della collaborazione, della condivisione di esperienze. Ringrazio sempre, oltre al mio team, i negozi, che considero il mio punto di partenza.

D. Addentriamoci adesso nel vivo del Progetto MAAM. Come nasce e perché?

R. Questo dossier s’inserisce in un contesto più globale. Parte tutto da uno degli asset focali di KIABI: la simmetria delle attenzioni tra clienti e dipendenti. Questa è una colonna portante specie in materia di qualità delle relazioni.

Per soddisfare al meglio i clienti, bisogna prima di tutto appagare i propri collaboratori.

KIABI Italia vuole essere il compagno di viaggio delle mamme, seguendole nel loro percorso di vita più intenso, con servizi e offerte dedicati.

La medesima attenzione rivolta alle clienti è stata riservata alle dipendenti, chiaramente in una logica diversa, ma che risponde sempre allo stesso obiettivo.

D. Raccontaci Ornella qualche elemento principale di questo progetto.

R. Le misure attivate sono diverse. Diciamo che è in atto un vero e proprio accompagnamento della risorsa da quando comunica allo store manager di aspettare un bambino e fino al reinserimento post congedo maternità.

Ci sono una serie di misure amministrative: ad esempio una di cui sono ampiamente orgogliosa è il nostro contratto integrativo aziendale che prevede, in caso di fruizione completa e continua della facoltativa senza frazionamenti, che l’azienda integri il contributo con un ulteriore 30%.

Il tutto arricchito da una serie di misure che alimentano l’ascolto della risorsa e il reinserimento della stessa dopo un periodo di necessario congedo. Faccio ad esempio riferimento al Codev, un percorso di sviluppo personale che si basa sull’intelligenza collettiva.

D. Come ti sei sentita nella gestione di questo progetto per le donne, con le donne?

R. Sicuramente ho avvertito grande responsabilità e ho nutrito importanti aspettative. Come dico sempre il lavoro di squadra è poi la chiave del successo.

C’è stato un bel coordinamento con i miei colleghi del gruppo di lavoro. Siamo andati avanti verso l’obiettivo nonostante l’anno peculiare in tutto e per tutto. La chiamano Resilienza.

 D. Oggi più che mai si parla di Donne, di uguaglianza, di inclusività. Soprattutto nell’ambito lavorativo. Che messaggio vuoi darci su questo?

R. Sono stata molto orgogliosa di costruire e realizzare un progetto che parla alle donne.

Il 95% delle nostre dipendenti è donna. Molte sono mamme, altre lo potrebbero potenzialmente diventare. Sono orgogliosa di lavorare in un’azienda che valorizza il talento femminile e l’empowerment delle donne.

In un anno, secondo i dati dell’Ispettorato del Lavoro, si sono dimesse 37 mila neo-mamme a causa della mancata connessione tra l’impiego e la famiglia. 

Per KIABI invece il funzionamento di questo binomio è una delle colonne portanti.

Famiglia è dove c’è amore. Famiglia è dove c’è armonia.

Famiglia è equilibrio tra sogni e traguardi.

Famiglia è non dover rinunciare a niente, se ci si crede intensamente.

Le donne non devono rinunciare ma devono esserci. Devono scrivere la storia.

Questa è la storia che vogliamo raccontare, la realtà di cui siamo portavoci.

Quella della parità, della meritocrazia. Quella che non toglie, ma aggiunge.

Per un mondo più giusto e più rosa, da costruire insieme.

Siete pronti?

Eleonora & Ornella

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