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La mamma è sempre la mamma

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07.05.2019

Mamma 2.0 tra sfide, impegni e sentimento. Cosa regalare alla donna più importante della tua vita il giorno della sua festa? Scoprilo con KIABI

Come definire la Mamma? Mai impresa fu più ardua! Spesso la parola limita e diventa così complesso definire, invece, qualcosa che non conosce confini o restrizioni. Possiamo affermare a gran voce che è la somma di tutte le forze dell’universo, lei, che sa essere in modo strabiliante donna, sorella, moglie, figlia, amica, confidente insieme. Rappresenta la prima storia d’amore che abbiamo nella vita, l’abbraccio che ci scalda, un’isola felice, una carezza sincera. Direi che è tutto questo e anche di più.

Tra qualche giorno celebreremo la famosa Festa della Mamma, che ogni anno solennizza la dimensione della maternità e l’influenza sociale delle madri nel suo complesso. Come da tradizione, si celebra la seconda domenica di maggio e per fare un excursus storico, possiamo dire che le sue origini sono molto antiche. Risalgono al mondo greco romano dove si festeggiavano le mamme durante le numerose feste che, legate alle divinità femminili, ne celebravano la fertilità.  Di questi momenti rituali si è persa poi traccia in epoca medioevale e rinascimentale dove le uniche feste “a tema mamma” erano quelle legate alla maternità della Madonna. La festa di Maria era in un certo senso la festa di tutte le mamme, anche se loro non venivano festeggiate per niente.


Questa giornata, come la intendiamo ai giorni nostri, fu introdotta soltanto tra l’800 e il ’900 in due momenti diversi. Il primo risale agli anni ‘60 e ‘70 dell’800 ed è merito di una pacifista americana, Ann Reeves Jarvis. Al termine della guerra civile americana, Jarvis aveva promosso una serie di feste tutte al femminile con lo scopo di favorire l’amicizia tra le madri di Nordisti e Sudisti; si trattava soprattutto di picnic e di altri incontri conviviali.

Sempre in quel periodo, nel 1870, la poetessa americana Julia Ward Howe scrisse la “Mother’s Day Proclamation”, nella quale esortava le donne ad assumere un ruolo attivo nel processo di pacificazione tra gli Stati americani.

Il secondo momento risale ai primi anni del ‘900: Anna Jarvis, figlia di Ann Reeves Jarvis, raccoglie il testimone della madre e inizia a organizzare numerosi eventi dedicati al tema, con sempre maggiore seguito, finché il presidente americano Woodrow Wilson ufficializzò la festa nel 1914. Fu proprio il presidente Wilson a stabilire che la festa venisse celebrata la seconda domenica di maggio (visto che in quel periodo dell’anno era morta Ann Jarvis), data che venne poi adottata da molti altri Paesi.

Come si è evoluto il ruolo della Mamma rispetto alle epoche passate?

Si dice che oggi il ruolo delle madri è più impegnativo rispetto al passato, in quanto la donna deve interfacciarsi con tre inesorabili indicatori, pilastri di questa società: il lavoro, i servizi a sostegno della maternità e l’impegno in termini di cura di figli. Dinamiche complesse che non fanno sconti e con i quali devi per forza approcciarti se vuoi vivere la dimensione di mamma nella società odierna, senza rinunciare a quella di donna. Sicuramente non è semplice essere un’ “equilibrista” che non vuole e non deve rinunciare a nulla.

Essere madri è certamente un dono meraviglioso, che si sviluppa tra famiglia, casa e lavoro. E’ un groviglio di sensazioni e pensieri: soddisfatte ma stanche, a caccia di controllo ma desiderose di ascolto, preoccupate per il futuro dei propri figli ma concentrate sul presente. È difficile oggi essere mamme, soprattutto nelle grandi città, dove le distanze sono più estese e il tempo scorre in modo frenetico e convulso. Le mamme di oggi le definirei delle vere e proprie acrobate che si dividono tra lavoro, realizzazione di sé, dimensione casalinga e familiare, crescita dei figli e rapporto di coppia. Oggi la maternità è inoltre mutata a livello concettuale: non si traduce più solo come un proseguimento del proprio sé biologico, ma è una scelta consapevole, voluta, desiderata.  Si tratta di un “lavoro” che ha un inizio e non una fine. Un impegno quotidiano che ti obbliga a fare i conti con te stessa.

Credo che nessuna madre debba comunque dimenticarsi di essere in primo luogo una donna. Se soddisfatta, felice, risolta e in equilibrio con se stessa, sarà una mamma completa e in armonia col mondo.

Cosa regalare quindi alla donna più speciale per noi il giorno della sua festa?

Ormai hanno davvero tutto e azzeccare il dono giusto diventa quasi un terno al lotto! È per questo che da un po’ di tempo io stessa scelgo di optare per una gift card che consente al destinatario del regalo, di scegliere cosa ha più di bisogno e cosa aggrada maggiormente.

KIABI, celebra in realtà le donne e le madri tutti i giorni. La sua attenzione per l’universo mamma è davvero straordinaria: dal buono bebè, alla collezione premaman e bambino/a, realizzate ormai anche in cotone eco.

Regalare quindi una gift card (disponibile in tre tagli utili: 15, 25 e 50 euro) può davvero far felici le nostre mamme. Come acquistarla è inoltre molto semplice: recati in uno dei nostri punti vendita e scegli l’importo da regalare. Ti sarà consegnata in una bustina simpatica che puoi personalizzare con un messaggio in cui potrai esprimere tutto l’affetto e la gratitudine per la donna che è il tuo maggior esempio quotidiano. Oppure, puoi anche acquistarla sul sito www.giftiamo.it, selezionando l’importo prescelto.

La gift potrà essere spesa in più tranche, presentandola in cassa entro un anno dalla data della sua emissione. Quello che è importante ricordare è che può essere utilizzata solamente in negozio e che non è valida per acquisti effettuati sul sito.

Questa può essere una bella occasione per trascorrere con lei un bel momento di shopping e ritagliarvi un momento di condivisione che, spesso, a causa della routine e dei vicendevoli impegni, viene a mancare sempre più.

La Mamma è sempre la mamma! Ognuno di noi lo sa bene. Mille testi, poesie e canzoni sono state dedicate, dalla notte dei tempi, a questa creatura meravigliosa. Vorrei quindi lasciarvi con il verso di una canzone del cantautorato italiano:

“Due braccia grandi per abbandonarmi dentro, se la notte avevo un po’ paura. Occhi profondi per cui ero un libro aperto, senza dire neanche una parola […] E mi chiedevo mentre le guardavo i piedi, quest’angelo perché non vola”

 

 

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