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Ottobre Rosa: Storie di donne

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29.10.2019

STORIE DI DONNE, STORIE DI CORAGGIO:

L’ottobre di KIABI e di A.N.D.O.S. onlus è più rosa che mai

Cari lettori,

come ben sapete questi sono i giorni più “rosa” dell’anno.

Il mese di ottobre in tutto il mondo è dedicato al tumore al seno: milioni di persone hanno indossato l’iconico Nastro Rosa.

Centinaia di monumenti sono stati illuminati per ricordare l’importanza della prevenzione e della ricerca; tantissime associazioni si sono mobilitate.

L’impegno di KIABI: giornate di prevenzione

A proposito di questo, volevo parlarvi del contributo alla causa che KIABI fornisce insieme alla sua Fondazione.

Si è unita ad A.N.D.O.S onlus per prestare un aiuto incisivo alle donne che affrontano con grande forza e coraggio la malattia.

Come dipendente KIABI, qualche giorno fa ho avuto il piacere di ascoltare presso il negozio di Corsico la testimonianza di tre persone che forniscono un contributo fondamentale all’associazione.

Si è respirato un clima di grande coinvolgimento emotivo, di intenso slancio e di immensa passione.

Sono intervenute, raccontando il loro vivido impegno, la dottoressa Daniela Bossi, chirurgo e Presidente del Comitato A.N.D.O.S di Milano, la dottoressa Luisella Ferrari in qualità di Psicologo del Comitato e la signora Sandra Moracchioli, volontaria e anima del centro.

Tra le tante cose che mi hanno catturata, sicuramente la forza delle donne che, se cooperano insieme, si rivelano inarrestabili.

Possiamo davvero spingerci oltre ogni confine possibile.

Importanza della precauzione primaria e secondaria

A livello medico è stato fatto un focus sull’importanza della precauzione primaria e secondaria, affidandosi sempre a centri e medici specializzati in questo ambito.

Solo in Italia più di 52.000 donne l’anno ricevono questo tipo di diagnosi ma la sopravvivenza è aumentata all’87%, grazie al contributo straordinario della ricerca, faro per la nostra comunità.

I fondi sono fondamentali per aumentare i mezzi e gli strumenti a disposizione dei professionisti della medicina oncologica. In pochi anni sono stati fatti passi da gigante.

Condurre uno stato di vita salutare è chiaramente fondamentale ma non è questa l’unica variabile determinante.

Eliminare i fattori di rischio sui quali abbiamo margine di manovra, come il moto e l’alimentazione, rappresenta però un buon punto di partenza.

A livello psicologico, la dott.ssa Ferrari, che all’interno dell’associazione cura gli incontri della Psicologia del Benessere, ci ha parlato di quanto importante sia un approccio forte e mentalmente corretto alla malattia.

Al di là di tutto occorre sempre coltivare una spiccata consapevolezza e padronanza di sé per affrontare al meglio i venti della vita.

Si è parlato del concetto di Ben-ESSERE inteso non solo come status di salute ma come percorso interiore che mira all’equilibrio di ognuno di noi.  

Quanta passione in una sola causa, quanta solidarietà tra donne, per le donne. Questo è uno degli insegnamenti più intensi che porto con me dopo questa giornata.

Storie di DONNE:

La storia di A.

Ho avuto anche il piacere di ascoltare, in un secondo momento, la testimonianza di due donne con una forza davvero coinvolgente. Le ringrazio per il tempo e la disponibilità che mi hanno dedicato. Speriamo che la loro storia di coraggio possa essere d’aiuto a qualcuno.

Ringrazio A. che mi ha parlato della sua esperienza e delle due operazioni sostenute. Il suo motto è “la vita continua”, certamente in un modo diverso tarando il ritmo con nuove note.

Come si dice in questi casi the show must go on.  

Quindici giorni dopo la mastectomia era già tornata al lavoro; si occupa di relazioni esterne e di ufficio stampa per una grande azienda del settore beauty.

Qui ha trovato una vicinanza e un’empatia quasi inaspettata.

E’ un ambiente a maggioranza femminile e tutte le colleghe hanno mostrato una vicinanza davvero commovente.

Queste sono le donne complici, che sanno essere empatiche tra di loro.

Ha avuto vicino la forza della sua famiglia e ha preferito coinvolgere fin da subito il figlio ventiduenne in questa vicenda. Nonostante i vari effetti collaterali, prima di tutto la stanchezza, non si è mai abbattuta ritagliandosi dei momenti per sé.

Ha iniziato a frequentare un corso di meditazione e di cucina macrobiotica, continuando a coltivare la sua grande passione, quella per lo sport.

Che tempra incredibile in una sola donna.

Photo by Suhyeon Choi on Unsplash

La storia di D.

Con la stessa intensità e sincerità ringrazio D., architetto e madre di una figlia che l’ha sempre aiutata in prima persona durante questo percorso. “E’ la cosa più bella che ho fatto” ha esordito così, parlandomi di lei.

Sua figlia, laureata nel settore scientifico e adesso ricercatrice, l’ha accompagnata durante tutte le cure, aiutandola anche a decifrare il linguaggio medico.

Ha continuato, una volta scoperto la malattia, a dedicarsi al lavoro e a impegnarsi con passione nella sua attività.

Partecipa vivamente all’associazione A.N.D.O.S. onlus, curando la parte di PR e comunicazione esterna. Il suo lavoro di architetto e la sua sensibilità per il design l’aiutano molto nello svolgimento di queste attività.

Non vi nascondo che nello scrivere questo articolo, mi ha fatto compagnia tanta emozione. La stessa che mi si è accesa quando ho ascoltato le loro storie.

Quello che colpisce a mio avviso è la lucidità con la quale hanno metabolizzato e affrontato qualcosa che potrebbe sembrare, per chiunque, più grande di noi.

L’immensità di questo approccio ci porta a ridimensionare i nostri piccoli problemi quotidiani. Non serve sprecare del tempo per arrabbiarsi o concentrarsi su cose poco qualitative.

Sprecare energia per non vivere a pieno il valore vero della vita in tutte le sue incredibili sfaccettature, è il vero peccato.

Quello che mi porto dentro sono storie di coraggio e di amore.

Quest’ultimo ci fa affrontare tutto con la serenità nel cuore. Il coraggio non è non avere paura, ma non lasciarsi mai abbattere nonostante le cadute. Essere oltre. Sempre.

Come possiamo contribuire?

Per raggiungere le altezze bisogna partire dalle basi: il contributo di ognuno di noi può fare la differenza!

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Articolo scritto da Eleonora P.

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